60 anni di K-Way, che celebra il suo anniversario in occasione della settimana della moda milanese, con una sfilata una mostra nel Museo della Permanente.
K-way è un termine entrato nei vocabolari italiani dagli anni Ottanta, rappresentando la giacca a vento impermeabile che si ripiega in una tasca e si può indossare come un marsupio, diventando un simbolo della praticità e dell’innovazione nel campo dell’abbigliamento.
Il K-Way è stato creato a Parigi nel 1965, in una piovosa giornata, da Léon-Claude Duhamel, un rivenditore che, colpito dai passanti bagnati, decise di realizzare un impermeabile resistente e portatile. Inizialmente chiamato en-cas (de pluie), nel 1966 il nome è stato tradotto in K-Way per il mercato internazionale, diventando anche il nome dell’azienda fondata da Duhamel.

Leggerissimo, in nylon o pvc, con cappuccio e maniche larghe, il nuovo prodotto ottenne immediatamente uno straordinario successo: 250 mila pezzi venduti solo nel primo anno. Poi venne perfezionato e negli anni ’70 fu un vero trionfo.
Oggi, con la fall-winter 2025/26 presentata alla Milano Fashion Week, si celebra l’omaggio alle radici del brand, al suo spirito innovatore e alla sua icona intramontabile.
Sulla pedana rivive il Dna del marchio, a partire dal classico Le Vrai, la giacca antipioggia che dal 1965 protegge dalle intemperie intere generazioni. I capispalla a guscio tornano protagonisti. Spicca il modello a mantella.
In alcune proposte, il guscio si arricchisce con uno strato interno in jersey di lana. Risaltano le mitiche tasche, quelle che avvolgono il leggendario K-Way. I colori tipici spaziano dall’arancione al verde, dal blu al nero.
In esposizione, oltre alla giacca antipioggia, anche oggetti di uso quotidiano, dai lecca lecca conosciuti come Chupa Chups, ai quali è dedicata una cabina completamente rivestita, ai marchi come K-way, protagonista della mostra.
“Volevamo mettere insieme marchi che, pur in ambiti diversi hanno tutti un impatto significativo sulle nostre vite quotidiane -afferma Lorenzo Boglione, vicepresidente del gruppo BasicNet, proprietario di K-Way- creando una contaminazione interessante tra prodotti che sono parte della nostra cultura e della nostra routine”.